Le condizioni critiche in quota, a causa della neve caduta nel weekend, hanno impedito che le ricerche potessero riprendere. Lo strato della neve nell’area della valanga primordiale, sulla quale si sono concentrati i soccorritori, si è alzato di un ulteriore metro e mezzo, pressoché in maniera eterogenea in Valle Majelama. Le forti raffiche hanno poi alimentato la formazione di grossi crostoni, i quali sono responsabili dell’innalzamento del livello di rischio.
Possibilità di valanghe in percentuale maggiore rispetto allo scorso 24 gennaio, quando cioè le tre slavine si sono riversate nell’imbuto della vallata. Ecco perché è difficile ipotizzare la ripresa delle attività, così come le abbiamo commentate nelle settimane precedenti.
La squadra interforze costituita dai militari del IX Reggimento Alpini, Soccorso Alpino, Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia e Vigili del Fuoco, è in contatto costante con gli esperti di Meteomont, il cui ruolo in fase di studio del territorio è fondamentale ai fini di preservare la sicurezza delle unità operative. Secondo quanto da loro riferito, le attuali condizioni termiche in Valle Majelama non consentiranno la coesione della neve fresca con lo strato più caldo del versante, riscaldato dal rialzo termico della scorsa settimana.
La situazione è resa maggiormente complicata dal fatto che, in riferimento alle operazioni di ricerca, in questa particolare fase non può essere garantita un’adeguata messa in sicurezza dell’area.
Ieri, dopo un primo sorvolo dell’elicottero dei Vigili del Fuoco e dei tecnici di Meteomont, è emersa la difficile condizione di intervento. Non è stato possibile far scendere l’elicottero per posare a terra il pattino per il sondaggio della neve, al fine di comporne la stratigrafia.
Stamani un primo vertice operativo alle ore 8:00 per una verifica delle condizioni ambientali di sicurezza. Qualora fosse riscontrata la possibilità di intervento in uno o più perimetri sui quali fosse consentito procedere ad ispezione, le unità di ricerca sarebbero immediatamente allertate. In linea di massima, da qui ai prossimi giorni l’attività sarà incentrata su una sorveglianza attenta.
Leggi anche: Lo smart working va rivisto: “si lavora di più, si guadagna di meno e lo stress è in aumento”










