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Sante Marie, il drammatico racconto del bombardamento del ’44

Redazione AZ InformabyRedazione AZ Informa
20 Gennaio 2021
in Attualità
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𝟳𝟳 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗳𝗮 𝗶𝗹 𝗯𝗼𝗺𝗯𝗮𝗿𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝘂 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗠𝗮𝗿𝗶𝗲

Quella drammatica mattinata del 20 gennaio 1944 fu per Sante Marie una pagina drammatica della sua storia. La ricordiamo con le parole di Arsene Catini e con la lettera che papa Pio XII inviò al parroco don Domenico Berardinetti con un sussidio di 3000 lire.

“È una giornata di cielo sereno, una di quelle che da circa un mese sta regalando questo eccezionale mese di gennaio. Sono le ore 10 circa, la gente seduta sugli scalini della porta di casa sta godendo i tiepidi raggi del sole conversando sui soliti argomenti: i figli lontani, i viveri che scarseggiano, la guerra, i tedeschi, gli alleati, la recente fiera di Sant’Antonio. Gli uomini che si sono avviati al lavoro di campagna sono pochi e il paese è sovrappopolato per l’afflusso degli sfollati da Roma o da altre città, tanto da oltrepassare i 2000 abitanti. Come negli altri bombardamentogiorni, fanno la loro comparsa, gli aerei che tutti ritengono diretti sulle grandi città del nord, mentre ognuno immagina il bollettino delle ore 13 che con scarne parole darà notizia delle città colpite.

I paesani, in tutta tranquillità, accompagnano con lo sguardo una squadriglia di cacciabombardieri che, sorvolano il paese, sembra voler scomparire dietro il Monte Bove, quando il rombo cupo dei motori sottoposti allo sforzo di un’improvvisa virata ed il crepitio delle mitragliatrici i bordo mutano violentemente il tono del paesaggio. Le persone, sorprese e sgomente, cercano ingenuamente riparo entro povere case di un paese che non ha industrie, né distaccamenti militari se si eccettua una piccola officina che una decina di tedeschi, da qualche giorno, hanno installato ad un chilometro circa dal centro abitato.

Leggi anche: La guerra dei No Vax può compromettere l’immunità di gregge? Grimaldi: “Presa di posizione assurda”

La postina Teresa Mari è la prima a cadere, forse colpita dal mitragliamento, mentre una gragnola di bombe viene scaricata sul paese tra sinistri sibili seguiti da scoppi, schianti e grida. Il tutto si compie nel giro di pochi secondi, alle 10 e 10 l’azione aerea che non trova giustificazione è compiuta, ora colonne di polvere si levano dalle case distrutte tra cui le macerie si sentono le flebili voci dei feriti che spesso si confondono con le grida di coloro che annaspano, tra le pietre, calcinacci e tavole, in cerca dei congiunti. Alla Casata è scomparso l’antico, maestoso palazzo di Serafino Rossi, travolgendo, tra gli altri, i familiari dell’ingegner Giuseppe Vaccaro di Napoli ed i bambini che erano alla sua scuola. Pur ferito alla testa, l’ingegnere è il primo a scavare in cerca dei suoi allievi, della moglie e della madre ormai morta.

Altre bombe cadute in via Castello, a metà della vecchia strada, non esplodono subito consentendo così la fuga agli abitanti del popoloso quartiere ribattezzato poi ” Largo 20 gennaio”, esploderanno in serata distruggendo le case di Francesco Cursi, Pietro Amedeo ed Angelo Alimandi, Domenico Proni, Elia Marzano, Flaviano Emili. Bombe al quartiere “Palatera” dove scompare un intero agglomerato di case provocando il maggior numero di morti, tra i quali i componenti di due famiglie di Avezzano, giunti la sera precedente in cerca di scampo; bombe ancora in via dei Cerri ove è centrata una stalla e distrutto il bestiame, vicino al mulino e nei terreni ad est ed ovest del paese.

I primi ad accorrere sono i tedeschi dell’officina ed un squadra di giovani di Scanzano guidati dal parroco don Enrico Penna. Si scava per tutto il giorno, la notte e i giorni successivi mentre una ventina di feriti ricevono i primi soccorsi dal medico condotto dottor Benedetto Bucceri.

Le case danneggiate non si contano, si contano invece i morti che sono 28 di cui 13 bambini al di sotto dei dieci anni e uno di appena tre mesi: sono Onesta Vitale, Quirino ed Irma Spalletta, Aurora Di Felice,Luigi Vitale,Rita Astolfi,Margherita e Clamira D’Andrea, Pierloreto Ermili,Dino Di Bernardo,Teresa Mari,Franco Di Giacomo,Gino Ricci,Giovanni e Annina Di Santo, Mirella Di Felice, Marisa Di Giacomo, Gerardo Pergola di Napoli,Vito Farucci di Roma,Angela Galante,Teresa Capuani,Marisa Angela e Federico De Foglio, Franco del Manzo, Antonio Capassi, Restitutas De Gasperis e Marianna Simone di Avezzano”.

Fonte Comune di Sante Marie

Nicole Fuller, da New York City ad Aielli. L’omaggio ai murales di Borgo Universo
Tags: 1944alleatiArsene CatinibombardamentoevidenzaMonte Bovemortipartigianisante marieseconda guerra mondialetedeschi

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