“Signori Deputati! Signori Senatori! L’Italia confida nella virtù e nella sapienza vostra”. E’ lo storio discorso di Vittorio Emanuele II di Savoia, primo re d’Italia, in occasione dell’insediamento del primo Parlamento d’Italia. Da quel giorno sono trascorsi 160 anni.
Il 17 marzo 1861 è la data del passato e del futuro. Ha cambiato il nostro mondo, così come lo conosciamo. Ha disegnato i contorni dello stivale e investito i popoli di una responsabilità comune: riconoscersi in un’unica grande anima, che portava il nome di Italia.
La promulgazione che stabilì in via definitiva e ufficiale la nascita del Regno d’Italia è quella relativa alla legge n. 4671 del Regno di Sardegna. Entrò in vigore a distanza di tre giorni dalla seduta del 14 marzo del ’61 alla Camera dei Deputati, in occasione della quale fu approvato il progetto di legge del Senato del 26 febbraio 1861. Ci sono voluti poi diversi anni affinché all’unità politica corrispondesse un’unità socio-culturale.

E’ opinione di molti che l’evento che avrebbe coeso un’eterogeneità dura da uniformare sarebbe arrivato da lì a qualche decina d’anni, con lo scoppio della prima guerra mondiale. Nonostante i proclami legislativi, l’Impero Asburgico continuava a dominare il Veneto, Trento e Trieste, e il Papa continuava a rifiutarsi di riconoscere lo Stato Italiano.
Leggi anche: Decreto Sostegni, pronto entro il fine settimana: dalla Naspi agli sportivi, al REM. Ecco cosa filtra
La legge del 23 novembre 2012, n. 222 relativa alle “Norme sull’acquisizione di conoscenze e competenze in materia di «Cittadinanza e Costituzione» e sull’insegnamento dell’inno di Mameli nelle scuole”, approvò in maniera definitiva l’istituzione con ricorrenza annuale della “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’inno e della bandiera“. Festività in parte ridimensionata nel corso dell’ultimo secolo. Si è deciso di non celebrare l’unità con l’inserimento del 17 marzo nel calendario dei festivi. Nonostante sia riconosciuta come “giornata promuovente i valori legati all’identità nazionale”, resta un giorno lavorativo.

Per l’occasione il Memoriale Cavour di Santena, a Torino, aprirà oggi. Non si terranno i classici festeggiamenti degni di una grande apertura in ragione delle restrizioni del Covid, ma il taglio del nastro ci sarà lo stesso. Un chiaro omaggio alla ricorrenza nazionale nella città che ha rappresentato il centro della nuova Italia, il punto di riferimento politico, artistico e culturale.

Anche il Giro d’Italia renderà omaggio alla prima capitale del Regno dedicandole la prima tappa del tour. La cronometro individuale di 9 chilometri attraverserà il centro cittadino. È la terza volta nella storia che la corsa omaggia il capoluogo piemontese. La prima volta fu nel 1961 in occasione del centenario dell’Unità d’Italia, la seconda nel 2011, quando l’Italia festeggiò il suo 150esimo anniversario.










